Storia dello swing

Mappa dei locali di Harlem nel 1932
Mappa dei locali di Harlem nel 1932
Count Basie
Count Basie
Benny Goodman & His Orchestra
Benny Goodman and his orchestra
Frankies Manning
Frankie Manning

Se sei arrivato qui è perché questa nuova corrente, molto in voga oggi (anche se non è niente di nuovo, anzi!), ti incuriosisce. Sei arrivato qui in cerca di risposte. Qualcuno ti ha raccontato qualcosa, o forse hai visto gente ballare per strada, o hai iniziato a notare quel balletto che fanno in alcuni film. O magari in qualche locale della tua città suona una musica che ti fa muovere la testa e il suo ritmo ti avvolge, ti rapisce e ti appassiona… E ti chiedi: che cos’è? Bene, qui ti spieghiamo in maniera breve la storia di questa musica: lo swing. E di come con lo swing la gente ha iniziato a ballare e a creare il lindy hop, e tutto l’ambiente sociale che lo circonda. Se ti piace quello che stai osservando, noi ti insegneremo a ballarlo e a diventare un divertente hopper (ballerino di lindy hop).

La musica swing è uno stile di jazz che nacque negli Stati Uniti al principio degli anni 30 (quando il charleston degli anni 20 iniziava a decadere), diventando anche grazie alla diffusione della radio un genere musicale popolare e di successo (gli anni 1935-45 sono conosciuti come “l’era dello swing” o “Swing Era”). Si caratterizza per il ritmo sincopato, per l’importanza data alla sezione ritmica della banda, per l’uso dell’improvvisazione e per un tipo di esecuzione delle note con un ritmo “saltellante” (o “dondolante”, swing in inglese appunto).

Questa è anche l’era delle “Big Band”, per lo più composte da strumenti a fiato (clarinetti, saxofoni, trombe, tromboni) supportati da una sezione ritmica generalmente costituita da un pianoforte, un contrabbasso, una batteria e spesso anche una chitarra.

Storicamente questo fenomeno culturale è il prodotto di una serie di cambiamenti che si sono verificati all’interno della società americana in età contemporanea. Dopo il periodo del proibizionismo, inizia a diffondersi un forte bisogno di innovazione anche sotto il profilo musicale e nel campo dell’intrattenimento. Così negli anni 30 e 40 il genere musicale promosso dalle big band che eseguono swing diventa popolarissimo.

Musicisti giovani con nuove idee conquistano il campo musicale: Kansas City diventa regno di Count Basie e Duke Ellington fa il suo ingresso nel famoso Cotton Club di New York. Tra i nomi più importanti di quelli che diedero il proprio contributo allo sviluppo del genere si annoverano Benny Goodman detto anche il Re dello Swing, Glenn Miller, Harry James, Fats Waller, Woody Herman e Artie Shaw.

Con questa meravigliosa e pazza musica è impossibile stare fermi e il ballo che nasce da tutto questo si chiama lindy hop. In realtà il nome lindy hop viene da un aneddoto collegato a tutt’altra storia: tutto inizia con Charles Lindberg (detto Lindy) e il suo volo in  solitario attraverso l’Atlantico nel 1927. Lindberg fu il primo pilota a attraversare o “saltare” (hop) l’Atlantico senza scali. Dopo la sua impresa, una notte a New York, durante una maratona di ballo, un giornalista domandò a Shorty George, uno dei più noti ballerini del Savoy Ballroom (un famoso club dove si facevano battaglie fra bande musicali e si ballava senza freni fino all’alba), che cosa fosse stesse ballando in un momento di improvvisazione. Shorty George rispose “The Lindy Hop” (il “salto” di Lindy).

Uno fra i grandi ballerini e creatori di questo stile durante gli anni 30 fu Frankie Manning (1914-2009), che fu anche il primo a introdurre passi acrobatici (in inglese “aerials”). Frankie Manning ha ballato fino alla fine dei suoi giorni senza mai abbandonare la sua energia positiva e la sua allegria.

Con il lindy hop nascono anche altri stili di ballo che possono essere considerati suoi discendenti: shag, balboa, jitterbug, big apple. E da tutti questi verranno poi i balli degli anni 50 (rock’n’roll, boogie-woogie…).

Se sei arrivato qui è perché questa nuova corrente, molto in voga oggi (anche se non è niente di nuovo, anzi!), ti incuriosisce. Sei arrivato qui in cerca di risposte. Qualcuno ti ha raccontato qualcosa, o forse hai visto gente ballare per strada, o hai iniziato a notare quel balletto che fanno in alcuni film. O magari in qualche locale della tua città suona una musica che ti fa muovere la testa e il suo ritmo ti avvolge, ti rapisce e ti appassiona… E ti chiedi: che cos’è? Bene, qui ti spieghiamo in maniera breve la storia di questa musica: lo swing. E di come con lo swing la gente ha iniziato a ballare e a creare il lindy hop, e tutto l’ambiente sociale che lo circonda. Se ti piace quello che stai osservando, noi ti insegneremo a ballarlo e a diventare un divertente hopper (ballerino di lindy hop).

La musica swing è uno stile di jazz che nacque negli Stati Uniti al principio degli anni 30 (quando il charleston degli anni 20 iniziava a decadere), diventando anche grazie alla diffusione della radio un genere musicale popolare e di successo (gli anni 1935-45 sono conosciuti come “l’era dello swing” o “Swing Era”). Si caratterizza per il ritmo sincopato, per l’importanza data alla sezione ritmica della banda, per l’uso dell’improvvisazione e per un tipo di esecuzione delle note con un ritmo “saltellante” (o “dondolante”, swing in inglese appunto).

Benny Goodman & His Orchestra
Benny Goodman and his orchestra

Questa è anche l’era delle “Big Band”, per lo più composte da strumenti a fiato (clarinetti, saxofoni, trombe, tromboni) supportati da una sezione ritmica generalmente costituita da un pianoforte, un contrabbasso, una batteria e spesso anche una chitarra.

Storicamente questo fenomeno culturale è il prodotto di una serie di cambiamenti che si sono verificati all’interno della società americana in età contemporanea. Dopo il periodo del proibizionismo, inizia a diffondersi un forte bisogno di innovazione anche sotto il profilo musicale e nel campo dell’intrattenimento. Così negli anni 30 e 40 il genere musicale promosso dalle big band che eseguono swing diventa popolarissimo.

Musicisti giovani con nuove idee conquistano il campo musicale: Kansas City diventa regno di Count Basie e Duke Ellington fa il suo ingresso nel famoso Cotton Club di New York. Tra i nomi più importanti di quelli che diedero il proprio contributo allo sviluppo del genere si annoverano Benny Goodman detto anche il Re dello Swing, Glenn Miller, Harry James, Fats Waller, Woody Herman e Artie Shaw.

Count Basie
Count Basie

Con questa meravigliosa e pazza musica è impossibile stare fermi e il ballo che nasce da tutto questo si chiama lindy hop. In realtà il nome lindy hop viene da un aneddoto collegato a tutt’altra storia: tutto inizia con Charles Lindberg (detto Lindy) e il suo volo in  solitario attraverso l’Atlantico nel 1927. Lindberg fu il primo pilota a attraversare o “saltare” (hop) l’Atlantico senza scali. Dopo la sua impresa, una notte a New York, durante una maratona di ballo, un giornalista domandò a Shorty George, uno dei più noti ballerini del Savoy Ballroom (un famoso club dove si facevano battaglie fra bande musicali e si ballava senza freni fino all’alba), che cosa fosse stesse ballando in un momento di improvvisazione. Shorty George rispose “The Lindy Hop” (il “salto” di Lindy).

Uno fra i grandi ballerini e creatori di questo stile durante gli anni 30 fu Frankie Manning (1914-2009), che fu anche il primo a introdurre passi acrobatici (in inglese “aerials”). Frankie Manning ha ballato fino alla fine dei suoi giorni senza mai abbandonare la sua energia positiva e la sua allegria.

Con il lindy hop nascono anche altri stili di ballo che possono essere considerati suoi discendenti: shag, balboa, jitterbug, big apple. E da tutti questi verranno poi i balli degli anni 50 (rock’n’roll, boogie-woogie…).

Frankies Manning
Frankie Manning